https://doi.org/10.4081/jbr.2026.16349
10 | Sviluppo dell’arto: vie di segnalazione, rigenerazione comparata e analisi delle malformazioni congenite
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Published: 28 September 2026
Questa tesi, frutto di un’approfondita revisione della letteratura scientifica, esplora i meccanismi molecolari della morfogenesi dell’arto nei vertebrati, analizzando le potenzialità applicative della medicina rigenerativa mediante un’analisi comparata tra specie. L’obiettivo è comprendere i principi biologici del pattern scheletrico e identificare le cause che limitano la rigenerazione tissutale endogena nell’uomo rispetto ai modelli animali ad alto potenziale rigenerativo. L’indagine mette a confronto il modello anfibio (Axolotl) con i mammiferi (topo, uomo). Negli urodeli, la risposta mediata dall’asse adrenergico-mTOR e il reclutamento precoce dei macrofagi attivano le cellule staminali residenti quiescenti e inducono la dedifferenziazione cellulare. Si costituisce il blastema che, guidato dal cappuccio epidermico apicale (AEC), riaccende i segnali embrionali (FGF, Shh, Hox), rigenerando l’arto con fedeltà anatomica e senza fibrosi. Nei mammiferi, la rigenerazione endogena è limitata alla falange distale (P3), subordinata alle cellule staminali Lgr6+ della matrice ungueale e ai segnali Wnt/β-catenina; traumi più prossimali esitano in una cicatrice fibrosa mediata da miofibroblasti α-SMA+. A livello embrionale, l’interruzione di questi network in finestre critiche causa malformazioni congenite multifattoriali, dove genetica e ambiente convergono sui medesimi pathway, come dimostrato dalla talidomide. Parallelamente, l’analisi del danno nell'adulto evidenzia che nei mammiferi i progenitori staminali permangono, ma sono inibiti da un microambiente sfavorevole. La traslazione di tali evidenze suggerisce che scaffold biocompatibili, modulazione immunitaria e morfogeni esogeni (BMP2) possano risvegliare le cellule staminali latenti e silenziare la fibrosi, prospettando strategie cliniche concrete per la rigenerazione guidata dei tessuti complessi nell’uomo.

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